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TRA GUERRA E PANDEMIA

I media hanno allentato la presa sulla pandemia a seguitodella situazione di grave instabilità internazionale scaturita dalla guerra in Ucraina. Ma bisogna anche valutare i rischi che comporta il Covid-19 proprio in un contesto bellico.

In Italia, la pandemia continua ad arretrare, con un calo dei casi pandemici compresi i ricoveri in area medica e lo stesso avviene riguardo l’occupazione delle terapie intensive da parte dei pazienti Covid… compresi i decessi.

Il presidente Nino Cartabellotta ha sottolineato che “l’Italia si colloca fra le nazioni con la più bassa percentuale di popolazione non vaccinata (16,1%)”. Tuttavia, in Europa, i dati sono molto altalenanti: “Si passa dal 5% del Portogallo al 63,8% dell’Ucraina”.

Combattere una pandemia nel mezzo di una guerra è un’operazione molto complicata, e ostacola ogni tentativo di prevenzione; quindi, Il dato ucraino non va sottovalutato considerata la drammatica situazione che porterà nelle prossime settimane migliaia di profughi in Italia.

L’Ucraina che ha un basso tasso di vaccinazione (poco più il 30% di vaccinati) ha anche molte persone che si trovano rifugiate in spazi chiusi o in fuga verso altri Paesi, tutto ciò potrebbe comportare il fatto che un gran numero di persone sviluppi la malattia in modo da rischiare una recrudescenza della pandemia.

Pertanto, i piani di accoglienza del Governo per dare asilo ai civili in fuga dall’Ucraina dovranno necessariamente includere la vaccinazione di anziani e fragili provenienti dalle zone di guerra, evitando diseguaglianze tra le Regioni.