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25 SETTEMBRE 2022, LA CAPORETTO DEL PD (e della sinistra)

Mai come adesso la sinistra è caduta in basso nel consenso elettorale degli italiani.

Se dovessimo usare un termine calcistico useremmo la parola “abulico”, questo è il senso di una forza politica e con essa la coalizione inerente per spiegare la storia di una disfatta senza precedenti che la sinistra italiana ha conseguito il 25 settembre 2022.

D’altronde era nell’aria quello che sarebbe successo, i sondaggi preelettorali davano segnali di disfatta imminente. Mentre la sinistra si arroccava dietro le prerogative di essere in grado di superare le difficoltà del caso pensando di demonizzare l’avversario etichettandolo in maniera becera e infruttifera con i soliti slogan legati al fascismo, alla resistenza, al populismo e quant’altro… pensando che con queste “parole d’ordine” avrebbero catechizzato (è il caso di dire) un elettorato soffocato da bollette e problematiche legate alla sussistenza quotidiana… incurante dei “buoni propositi” di una classe politica abituata a “cicisbeismi dialettici” allacciate a problematiche lontane dai bisogni della gente… o semmai “buone” per un numero ristretto di questa…

Non entriamo in merito alle alleanze politiche del caso… altrimenti scivoleremmo in un percorso tortuoso e non proficuo ai fini di un vero approfondimento del discordo bensì alla mancanza di idee e contenuti politici che la stessa sinistra non ha saputo sciorinare in una campagna elettorale dove l’insulto e la denigrazione dell’avversario sono stati gli unici argomenti di “disputa politica”. Poca roba per una coalizione che vuol vincere le elezioni.

Potremmo parlare del Movimento5Stelle di Conte… dell’ ”azzardato“ Terzo Polo del duo Calenda-Renzi… ma su questo si farebbe solo retorica. Parlare invece del centrosinistra e dei difetti d’origine sciorinati in questa campagna elettorale è più proficuo ai fini di un analisi politica della situazione oltre che, naturalmente, mettere in evidenza i difetti per migliorare la situazione.

Per smuovere le acque torbide del PD (il partito maggioritario del centrosinistra) non serve solo il congresso, in quanto tale, con il rimuovere il vecchio segretario (Enrico Letta) … oppure cambiare il nome al partito… per vedere qualcosa di nuovo. Ci vuole la volontà di rinnovarsi sia negli uomini ma soprattutto nelle idee e nelle proposte.

Il PD e la sinistra, in generale, avranno la capacità di farlo???

Staremo a vedere… per poi narrarvi quanto succede… nel prosieguo del tempo… perché, come dice l’adagio, “il tempo porta consiglio”.