I carabinieri del Ros hanno arrestato due ex agenti dell’intelligence italiana e indagato altri cinque militari per spionaggio a favore della Russia.
I principali indagati sono Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, entrambi ex sottufficiali dei Carabinieri e in pensione, accusati di aver fornito informazioni riservate a un presunto agente dei servizi segreti russi, coperto da immunità diplomatica, in cambio di denaro.
- Piras avrebbe acquisito dati sensibili attraverso sei fonti, tra cui quattro militari in servizio impiegati in ruoli ad alto grado di riservatezza nel settore cyber della Difesa, tutti iscritti nel registro degli indagati.
- I reati ipotizzati includono spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato, procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato e accesso abusivo a sistemi informatici.
- L’indagine, avviata nel maggio 2025 grazie a un’iniziativa dell’Aisi (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna), è coordinata dalla procuratrice aggiunta della procura militare di Roma Antonella Masala, dal pm militare Enrico Peluso e dalla sostituta procuratrice di Roma Lucia Lotti.
- Durante le operazioni sono stati eseguiti sequestri, inclusi 20.000 euro in contanti, e sono stati applicati gli arresti domiciliari ai due ex agenti, con il supporto del Gis (Gruppo di Intervento Speciale).
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso “tolleranza zero” verso chi compromette la sicurezza nazionale, sottolineando la tutela delle informazioni classificate come interesse primario dello Stato.



