L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è attualmente la più grave mai registrata nel Paese, con oltre 7.000 casi confermati e quasi 3.400 decessi (dati al 13 settembre 2026).
Il virus è causato dal raro ceppo Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini o trattamenti approvati, rendendo il controllo della malattia estremamente difficile.
Il focolaio, iniziato a maggio nella provincia di Ituri, si è esteso a 7 province e ha raggiunto l’Uganda, oltre a penetrare in zone densamente popolate e aree di conflitto armato.
L’OMS ha definito la trasmissione a un “ritmo eccezionale” e senza precedenti, con i nuovi casi che aumentano più rapidamente della capacità di risposta sanitaria
Inoltre l‘OMS ha dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) a causa dell’alto rischio di diffusione regionale.
La risposta è ostacolata dalla carenza di operatori sanitari, infrastrutture fragili e la difficoltà di raggiungere le comunità remote.
Il rischio di diffusione in Europa o in Italia è considerato molto basso, poiché il virus si trasmette solo per contatto diretto con fluidi corporei e non per via aerea.



