Gli attacchi degli Houthi in Yemen sono ripresi intensamente, segnando la fine della tregua che durava dal 2022.
I ribelli filo-iraniani hanno lanciato una serie di offensive coordinate contro obiettivi governativi e sauditi.
Attacchi a Marib gli Houthi hanno colpito la città con missili balistici, prendendo di mira quartieri residenziali e campi per sfollati, causando morti e feriti. Il governo yemenita ha minacciato una risposta immediata.
Assalto a Mokha, nella notte tra il 9 e il 10 agosto, i ribelli hanno attaccato il porto strategico di Mokha (Taiz) con oltre 20 droni e missili. L’offensiva ha causato 7 morti e 35 feriti, colpendo infrastrutture civili e militari.
Colpi all’Arabia Saudita che gli Houthi hanno rivendicato, un attacco con drone alla raffineria della Saudi Aramco a Jizan e raid contro basi militari saudite, rispondendo alle incursioni aeree saudite su Hodeida e Kamaran.
Questa escalation rappresenta una rottura significativa dello status quo, con gli Houthi che hanno aumentato frequenza e portata delle operazioni militari contro sia le forze governative yemenite che le infrastrutture saudite.



