Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere il 10 agosto 2026 per l’attentato dinamitardo contro il giornalista Sigfrido Ranucci.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip di Roma nell’ambito delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi.
L’imprenditore ed ex giornalista-editore è accusato di essere il mandante dell’azione, compiuta il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Ranucci a Pomezia.
Alla luce delle indagini, a Lavitola e ai quattro esecutori materiali già arrestati (tra cui Gomes Clesio Tavares, presunto intermediario) vengono contestati in concorso i reati di strage, detenzione e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Il movente è al momento ignoto, sebbene si sospetti possa essere legato all’attività giornalistica di inchiesta di Ranucci.
Durante le indagini, i carabinieri hanno perquisito la casa di Lavitola, sequestrandone il cellulare e il computer.
Lavitola era già indagato da luglio; l’arresto segue la conferma della custodia cautelare per gli esecutori materiali dell’attentato.



