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Una decina di indagati per violenza nei cortei

La Digos di Torino ha notificato questa mattina circa una decina di misure cautelari nei confronti di attivisti e militanti dell’area antagonista, principalmente obblighi di firma e di dimora a Torino, in relazione a episodi di violenza verificatisi durante manifestazioni e cortei nel capoluogo piemontese. 

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino, riguardano eventi avvenuti tra novembre e dicembre 2024, in particolare dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna. 

Tra gli indagati figurano volti noti del centro sociale, e gli inquirenti contestano anche il reato di rapina per un’irruzione alla stazione ferroviaria di Porta Susa.

L’operazione della Digos è ancora in corso e riguarda attivisti coinvolti in scontri durante manifestazioni, con particolare riferimento ai cortei successivi allo sgombero di Askatasuna.

Tra i fatti contestati figurano scontri durante la “Street Parade” di Capodanno, che hanno causato l’aggressione di 11 agenti, e altri episodi verificatisi durante cortei a Vanchiglia.

Secondo gli inquirenti, il centro sociale Askatasuna avrebbe avuto una regia dietro le violenze di piazza contestate ai 13 antagonisti destinatari delle misure.

In precedenza, nel 2025, erano state eseguite 13 perquisizioni e 10 misure cautelari per episodi legati a cortei pro-Palestina e a manifestazioni contro Giorgia Meloni.