Nella notte tra l’1 e il 2 giugno 2026, la Russia ha lanciato un massiccio attacco combinato di missili e droni contro l’Ucraina, con impatti particolarmente gravi nella capitale Kiev e nelle città di Dnipro e Kharkiv.
Il bilancio complessivo degli attacchi è salito ad almeno 9-10 morti e oltre 100 feriti in tutto il Paese, secondo i media ucraini e le autorità locali.
A Kiev, il sindaco Vitali Klitschko ha confermato almeno 4 morti e oltre 50-60 feriti, tra cui diversi bambini.
Nel distretto di Podilskyi, un palazzo residenziale di nove piani è crollato parzialmente dopo un secondo bombardamento (tattica “double tap”), lasciando persone intrappolate sotto le macerie.
Altri danni significativi si sono registrati nei distretti di Shevchenkivskyi e Obolonskyi, con incendi, blackout e detriti di droni caduti vicino a strutture civili come asili e stazioni di servizio.
Altri centri colpiti
A Dnipro, l’attacco ha causato almeno 6 morti e 36 feriti, con 49 edifici residenziali danneggiati e 7 quasi completamente distrutti.
A Kharkiv, almeno 10 persone sono rimaste ferite a causa dell’impatto di missili e droni su edifici residenziali e infrastrutture.
L’offensiva ha coinvolto l’uso di missili balistici, da crociera e centinaia di droni Shahed, con Zelensky che ha invitato la popolazione a restare nei rifugi e ha accusato Mosca di colpire deliberatamente obiettivi civili.



