Donald Trump ha fermato un attacco israeliano su Beirut, minacciando il premier Benjamin Netanyahu con accuse di essere un “pazzo” e di essere “ingrato“, assicurando che non ci sarebbero state truppe americane o israeliane dirette nella capitale libanese.
La situazione è stata risolta attraverso la mediazione americana, con esiti chiave:
Hezbollah ha accettato la proposta di tregua USA, impegnandosi a cessare i fuoco se Israele non attaccherà.
Netanyahu ha richiamato le truppe in movimento verso Beirut, pur mantenendo la minaccia di colpire la città se Hezbollah continuasse ad attaccare Israele.
L’Iran aveva inizialmente sospeso i negoziati con gli USA e minacciato il blocco degli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb, ma i colloqui sono ora ripresi “a ritmo serrato” con un possibile accordo per la prossima settimana.
Nonostante l’accordo, la tregua rimane fragile: l’esercito israeliano (IDF) ha riportato l’intercettazione di proiettili provenienti dal Libano nelle prime ore del 2 giugno, mentre il ministro israeliano Ben-Gvir ha criticamente chiesto di ignorare l’accordo.



