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TORMENTONE FRANCESE (PARTE TERZA): Il primo ministro francese François Bayrou ha accusato l’Italia di praticare un “dumping fiscale”, sostenendo che il Paese stia attirando cittadini francesi più ricchi con vantaggi fiscali, in un contesto di “nomadismo fiscale” 

In risposta, Palazzo Chigi ha definito le affermazioni “totalmente infondate, ribadendo che l’Italia non applica politiche di favore fiscale immotivato per attrarre imprese europee e che, anzi, con il governo Meloni ha raddoppiato l’onere fiscale forfettario per chi trasferisce la residenza in Italia. 

Il governo italiano ha inoltre sottolineato che l’economia italiana è penalizzata daiparadisi fiscali europeie ha invitato la Francia a collaborare in sede europea per combattere il dumping fiscale sistematico.

Il riferimento di Bayrou è alla tassazione agevolata introdotta nel 2016 da Matteo Renzi, che prevede un onere forfettario di 200mila euro per chi trasferisce la residenza in Italia dopo aver vissuto all’estero per almeno nove anni su dieci.

Palazzo Chigi ha sottolineato che l’Italia è attrattiva grazie alla stabilità e credibilità della Nazione, e ha esortato la Francia a unirsi agli sforzi italiani per contrastare i veri paradisi fiscali in Europa, come Irlanda, Olanda e Lussemburgo.

La Lega di Matteo Salvini ha definito l’attacco “grave e inaccettabile, attribuendolo a un governo francese in crisi politica.

La risposta della premier Giorgia Meloni in una nota molto dura pubblicata su X:

«Stupiscono le affermazioni, totalmente infondate, del primo ministro francese Francois Bayrou, secondo le quali l’Italia starebbe facendo “dumping fiscale”, penalizzando la Francia. L’economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra Nazione. L’Italia non applica politiche di immotivato favore fiscale per attrarre aziende europee e, con questo Governo, ha addirittura raddoppiato l’onere fiscale forfettario in vigore dal 2016 a carico delle persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia. L’Italia è piuttosto, da molti anni, penalizzata dai cosiddetti “paradisi fiscali europei”, che sottraggono alle nostre casse pubbliche ingenti risorse. Confidiamo che, dopo queste affermazioni del suo primo ministro, la Francia voglia finalmente unirsi all’Italia per intervenire in sede di Unione Europea contro quegli Stati membri che applicano da sempre un sistematico dumping fiscale, con la compiacenza di alcuni Stati europei».