Saif al-Islam Gheddafi, figlio secondogenito del defunto leader libico Muammar Gheddafi, è stato ucciso il 3 febbraio 2026 nella regione di Zintan, nel sud-ovest della Libia, secondo quanto riferito da diversi media locali e confermato dal suo consigliere politico, Abdullah Osman.
La morte è avvenuta durante uno scontro armato tra milizie rivali, con un commando di quattro uomini che avrebbe fatto irruzione nel giardino della sua abitazione, ferendolo gravemente prima di fuggire.
Saif al-Islam, 53 anni, era stato considerato per anni l’erede politico del padre e un tempo il volto riformista del regime, con una brillante formazione alla London School of Economics e un ruolo chiave nel riavvicinamento della Libia all’Occidente negli anni 2000.
Dopo la caduta del padre nel 2011, era stato catturato dalle milizie di Zintan, condannato a morte in contumacia e ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità.
Dopo anni di silenzio, era riapparso nel 2021 con una candidatura alle elezioni presidenziali, alimentando speranze di una restaurazione del modello gheddafiano.
La sua morte segna la fine di un’epoca e potrebbe avere conseguenze significative per la già instabile scena politica e militare della Libia, con il rischio di nuove tensioni tra fazioni fedeli al clan Gheddafi e gruppi rivali.
Al momento, non vi sono conferme ufficiali da parte delle autorità libiche competenti.



