Secondo l’analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, la propensione al risparmio delle famiglie italiane è cresciuta dal 7,55% del 2019 all’8,28% nel 2024, ma con un marcato divario territoriale.
La quota di reddito accantonata ha raggiunto il 9,73% (con il Nord-Ovest al 10,46%). Il Piemonte è la regione con la maggiore propensione (10,70%), seguita da Lombardia (10,46%) ed Emilia-Romagna (10,14%).
La capacità di risparmio si è fermata al 6,08%, un aumento minimo rispetto al 5,67% del 2019. Le regioni con maggiori difficoltà sono Sicilia (5,05%), Sardegna (5,29%) e Calabria (5,91%).
Provincie: Biella guida la classifica nazionale per propensione (14,37%), mentre Crotone è l’ultima (4,30%).
Milano, pur avendo una propensione inferiore alle province piemontesi, detiene il primato per risparmio pro-capite (3.920 euro).
Il divario è amplificato dai minori redditi pro-capite al Sud e da un aumento dei prezzi più sostenuto in quelle aree, mentre la diffusione dello smart working ha favorito un risparmio maggiore (9,45% vs 7,67% nelle aree con meno lavoro remoto).



