Il piano di Donald Trump per trasformare Gaza in una “Riviera del Medio Oriente” è al centro di una nuova rivelazione da parte del Washington Post, che ha diffuso un documento di 38 pagine dettagliato, in fase di discussione all’interno dell’amministrazione Trump e con partner internazionali.
Il piano è stato sviluppato da alcuni israeliani che hanno creato la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta da Stati Uniti e Israele, e da un team del Boston Consulting Group per la parte finanziaria.
Il progetto, chiamato “Great Trust” (Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation Trust), prevede il controllo degli Stati Uniti sulla Striscia per almeno 10 anni, la creazione di un resort turistico di lusso, di 6-8 città moderne alimentate dall’intelligenza artificiale lungo la costa, e un polo industriale e tecnologico nel nord.
Il documento, che include immagini generate con intelligenza artificiale, è stato redatto sulla base delle precedenti dichiarazioni di Trump, che aveva già mostrato nel febbraio 2025 un video AI della Gaza del futuro con grattacieli e resort.
Il piano prevede la creazione di un porto, un aeroporto vicino al valico di Karem Shalom, un hub idrico regionale e un grande hub logistico al sud, mentre nel nord sorgerà un distretto industriale intitolato a Elon Musk.
Le strade e autostrade lungo la costa saranno intitolate a leader del Golfo Persico, come Mohammed bin Salman e Mohammed bin Zayed Al Nahyan.
Per realizzare questo obiettivo, il piano prevede il trasferimento temporaneo di tutti i due milioni di abitanti di Gaza, attraverso partenze “volontarie” incentivizzate con 5.000 dollari in contanti e sussidi per l’affitto per quattro anni, con l’obiettivo di spopolare la zona per favorire la ricostruzione.
Il controllo degli Stati Uniti e il trasferimento della popolazione sono stati discussi in un incontro a fine agosto tra Trump, il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff, Jared Kushner e Tony Blair.
L’investimento stimato è di 100 miliardi di dollari, con un ritorno previsto quasi quadruplo in 10 anni.
Il piano è stato ribattezzato “Gaza Riviera“ e si basa sull’idea di trasformare Gaza in un centro di lusso e tecnologia, con aziende come Tesla e Amazon Web Services.
Non è chiaro se Trump abbia visionato o approvato il documento, né se i paesi destinati a ricevere i palestinesi siano stati definiti, sebbene si siano avviate interlocuzioni con Libia e Sud Sudan.
Il piano è stato criticato come una forma di pulizia etnica, e ha suscitato polemiche per la sua visione di una Gaza senza palestinesi.
In parallelo, il New York Times ha rivelato la sospensione da parte dell’amministrazione Trump del rilascio di quasi tutti i tipi di visti per i titolari di passaporto palestinese.



