Harry Nowak, studente britannico di 18 anni di origini polacche, è stato ucciso a Southampton nel dicembre 2025 da Vickrum Digwa, 23 anni, che lo ha accoltellato cinque volte, infliggendo una ferita mortale al petto.
Subito dopo l’aggressione, Digwa ha presentato alle forze dell’ordine una falsa denuncia, accusando falsamente Nowak di averlo aggredito per motivi razzisti a causa del turbante sikh che Digwa indossava.
Incredulamente, la polizia della Hampshire and Isle of Wight ha creduto alla versione dell’aggressore, ammanettando la vittima mentre giaceva a terra in fin di vita e morendo senza dignità, prima di accorgersi delle sue gravi ferite.
Le indagini successive, supportate da bodycam, analisi tossicologiche e testimonianze, hanno smontato la ricostruzione di Digwa, dimostrando che Nowak non era ubriaco e non aveva pronunciato insulti.
Il tribunale ha condannato Vickrum Digwa all’ergastolo con una pena minima di 21 anni, definendo il suo comportamento un “cinico disprezzo”.
La madre dell’assassino è stata anch’essa condannata per aver aiutato a nascondere l’arma del delitto. Il caso ha scatenato un acceso dibattito politico nel Regno Unito, con figure di destra come Nigel Farage che hanno accusato la polizia di “razzismo contro i bianchi“, mentre la famiglia Nowak ha chiesto scuse pubbliche per il trattamento degradante subito dal giovane.



