Il piano di sicurezza per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 prevede un impegno massiccio delle forze dell’ordine, con circa 6.000 unità impiegate tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza nei territori interessati, tra Milano, Cortina e le zone alpine.
A questi si aggiungono ulteriori 2.000 agenti in più nei giorni più critici dell’apertura dei Giochi, per un totale di 8.000 unità in attività durante la fase iniziale.
Milano è stata suddivisa in cinque zone rosse dal 2 al 22 febbraio, dove è vietato stazionare a soggetti segnalati per reati contro la persona, il patrimonio o in materia di stupefacenti.
Sono in vigore anche divieti di volo (no-fly zone) per droni e aerei privati dal 4 al 22 febbraio su tutto il comune, con particolare attenzione alle aree olimpiche e agli aeroporti di Linate e Bresso.
Per la sicurezza internazionale, sono previsti agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) statunitensi, che opereranno in una sala operativa al Consolato di Milano, coordinandosi con le forze italiane per la protezione di delegazioni americane, tra cui il vicepresidente JD Vance.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che il coordinamento della sicurezza nazionale resta in capo alle forze italiane.
Inoltre, è stato attivato un centro di controllo per la cybersicurezza, con il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, e si stanno impiegando droni e sistemi di sorveglianza aerea.
A livello territoriale, sono previsti mille rinforzi in provincia di Sondrio per garantire la sicurezza delle gare a Bormio e Livigno.



