Durante un incontro in Scozia con il premier britannico Keir Starmer, Donald Trump ha fatto dure dichiarazioni contro Vladimir Putin, concedendo allo stesso Putin «10 o 12 giorni» a partire da oggi 28 luglio per porre fine al conflitto in Ucraina, pena severe sanzioni affermando «Non c’è motivo di aspettare. Non stiamo vedendo alcun progresso».
Il presidente degli Stati Uniti, si è soffermato sulla catastrofe umanitaria a Gaza, ha affermato di aver visto segnali di una «vera carestia» e ha promesso maggiori aiuti, tra cui l’apertura di «centri di distribuzione alimentare».
Sempre su Gaza, Donald Trump ha dichiarato che un cessate il fuoco era «possibile» e ha riconosciuto che «molte persone stavano morendo di fame». Riferendosi alle immagini di bambini a Gaza viste in televisione, ha affermato: «Questa è una vera carestia», aggiungendo: «Non è possibile fingere».
Starmer a sua volta ha parlato di una «catastrofe umanitaria totale» a Gaza e ha aggiunto: «Dobbiamo raggiungere questo cessate il fuoco».
Il presidente Usa ha poi tenuto una lunga conferenza stampa, durata più di un’ora accanto a un Keir Starmer pressochè silenzioso, che tuttavia ha preso la parola di tanto in tanto, ad esempio per difendere la scelta britannica di un «mix» di fonti energetiche rinnovabili e convenzionali.
Sui dazi Londra gode già di una situazione più favorevole rispetto ad altri partner internazionali, con dazi doganali generalmente limitati ad almeno il 10%.
Ma il governo britannico sta ancora negoziando con accanimento esenzioni durature per acciaio e alluminio. Attualmente sono tassati al 25%, metà dell’aliquota del 50% applicata al resto del mondo, ma l’accordo annunciato a maggio prevedeva che fossero ridotti a zero.
Nonostante gli elogi rivolti a Keir Starmer, Donald Trump finora non ha ceduto.
Pronta risposta a Trump della Russia mediante Medvedev
Riguardo le dichiarazioni di Trump contro Putin ha avuto la pronta risposta del Vice Segretario del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev per l’annuncio del Presidente americano sulla sua intenzione di ridurre da 50 a 10-12 giorni il tempo concesso a Mosca per arrivare alla pace con l’Ucraina.
«La Russia non è Israele e nemmeno l’Iran», scrive Medvedev su X, ed aggiunge: «Ogni nuovo ultimatum è una minaccia e un passo verso la guerra. Non tra la Russia e l’Ucraina ma con il suo stesso Paese». «Non incamminarti sulla strada di Sleepy Joe», conclude riferendosi “ironicamente” all’ex presidente Usa Biden.



