Giorgia Meloni si trova ad Ankara per il vertice NATO del 7-8 luglio 2026, definito il più delicato dalla fine della Guerra Fredda.
La premier italiana parteciperà alla cena inaugurale offerta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e alle sessioni di lavoro dei capi di Stato e di Governo.
Il summit è caratterizzato da tre principali incognite e tensioni:
- Relazioni con gli USA: Il clima è teso dopo le recenti provocazioni di Donald Trump contro Meloni via social; la premier ha scelto di non replicare, puntando invece su un approccio tecnico concordato con Erdogan per stemperare gli scontri.
- Spese militari: Al centro del dibattito vi è l’obiettivo USA di portare la spesa alla difesa al 5% del PIL entro il 2035.
- L’Italia presenta un aumento dal 1,6% al 2,8% attuale, ma fatica a trovare risorse aggiuntive senza impattare su sanità e infrastrutture, cercando una via mediana tra i diktat americani e la realtà interna.
- Sostegno all’Ucraina: Viene ribadito l’impegno per il sostegno a Kiev nel 2026, con Roma che ha ottenuto di limitare gli impegni annuali piuttosto che biennali, privilegiando la prudenza rispetto a una guerra a oltranza.
La Turchia intende sfruttare l’evento per consolidare il proprio ruolo di snodo strategico tra Occidente e Russia, mentre l’Europa cerca di dimostrare autonomia nella difesa (“burden shifting“) per prevenire un eventuale ridimensionamento del dispositivo militare americano nel continente.



