La lite tra Donald Trump ed Elon Musk continua, possiamo dire “giornalmente” ed è tornata a farsi sentire in questi giorni, con entrambi i protagonisti che si sono scambiati accuse e minacce attraverso i loro rispettivi social network.
Riguarda il cosiddetto “big beautiful bill” (si riferisce, in modo ironico, alla nuova proposta di legge fiscale promossa dall’amministrazione Trump alla Camera), legge volta a prolungare i tagli fiscali (quelli del 2017) e a ridurre la spesa per programmi sociali come Medicaid e SNAP (Supplemental Nutrition Assistance Program ovvero i cosiddetti food stamp per l’assistenza alimentare delle famiglie a basso reddito).
Il motivo principale dello scontro è proprio il disegno di legge repubblicano noto come “Big Beautiful Bill”, che Musk ha definito “folle” e “distruttivo” per il futuro degli Stati Uniti, soprattutto per il suo impatto sul debito pubblico e i tagli alle sovvenzioni per i veicoli elettrici ed ha dichiarato che, se il “Big Beautiful Bill” verrà approvato, fonderà immediatamente un nuovo partito politico chiamato “America Party”, con l’obiettivo di fornire un’alternativa all’attuale sistema bipartitico.
Trump ha suggerito di utilizzare il DOGE (Department of Government Efficiency), un’agenzia che Musk stesso ha guidato, per esaminare e tagliare i finanziamenti alle sue aziende, auspicando un impatto significativo sulle operazioni di Tesla e SpaceX.
Musk, invece, ha sottolineato di non dipendere dai sussidi governativi, rispondendo provocatoriamente su X con il messaggio: “TAGLIA TUTTO. Ora”.
Trump a sua volta ha risposto minacciando di “rimandare” Musk in Sudafrica e di sospendere i sussidi federali alle sue aziende, come Tesla e SpaceX.
I mercati, a loro volta, hanno reagito negativamente allo scontro, con il titolo Tesla che ha perso oltre il 6% nelle contrattazioni pre-apertura.
La situazione rimane in continua evoluzione per le decisioni che Musk e Trump prenderanno nei prossimi giorni.



