L’Italia sta vivendo un aumento delle infezioni respiratorie in seguito al brusco calo delle temperature, ma non si prevede un nuovo picco dell’influenza stagionale, che è già stato raggiunto tra Natale e Capodanno.
Il freddo non causa direttamente l’influenza, ma favorisce le condizioni per la diffusione di virus respiratori, soprattutto in ambienti chiusi e affollati.
Il freddo intensivo provoca uno sbalzo termico che altera le difese delle vie respiratorie, rendendole più vulnerabili all’ingresso di virus.
Non tutte le infezioni respiratorie sono dovute al virus influenzale: circolano numerosi altri patogeni come adenovirus, rinovirus e Sars-Cov-2.
Il picco influenzale è già stato raggiunto e non si prevede una nuova impennata, anche se il ritorno a scuola potrebbe favorire un aumento dei casi.
Si raccomanda di evitare luoghi chiusi e affollati, specialmente per anziani e persone fragili, e di usare la mascherina sui mezzi pubblici per ridurre il rischio di contagio.
La vaccinazione rimane uno strumento fondamentale per prevenire forme gravi di malattia, soprattutto in soggetti a rischio.



