Intesa Sanpaolo ha lanciato il 8 giugno 2026 un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) per un controvalore massimo di circa 30,6 miliardi di euro.
L’offerta, lanciata in risposta alla proposta di Banco Bpm, valorizza ogni azione Mps a 10,091 euro e prevede un corrispettivo composto da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione e 1 euro in contanti per ogni azione MPS aderente.
L’offerta incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo di chiusura del 5 giugno 2026 e del 17,4% rispetto alla media ponderata degli ultimi tre mesi.
Intesa Sanpaolo manterrebbe Mediobanca (di cui Mps è azionista di riferimento) e circa 625 filiali di Mps, rappresentando l’80% dell’utile netto combinato del gruppo risultante.
Per gestire le tematiche antitrust, Intesa ha stipulato un accordo con Unipol Assicurazioni per la cessione di 635 filiali di Mps, del marchio e di strutture centrali, che Unipol intende fondere con Bper per creare un nuovo campione bancario nazionale.
Il CdA di Intesa ha approvato l’acquisto del 3,01% di Assicurazioni Generali tramite un contratto derivato di copertura, operazione di natura meramente finanziaria volta a preservare il trattamento contabile della partecipazione di Mediobanca in Generali.
Il gruppo risultante si posiziona come il secondo in Eurozona per capitalizzazione, con attività finanziarie della clientela previste a circa 2.000 miliardi di euro entro il 2029 e un utile netto stimato di oltre 16 miliardi nello stesso anno.
Il perfezionamento dell’operazione è subordinato alle autorizzazioni delle autorità competenti e si prevede che avvenga entro dicembre 2026.



