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La Lega cala al Nord e cresce al Centrosud Un segnale per Salvini

La flessione nel Settentrione, il dato emerso da un sondaggio riservato non è passato inosservato ai governatori leghisti, preoccupati all’idea che non sia un assestamento ma possa preludere a un’inversione di tendenza quando si andrà alle urne in maggio per l’Europarlamento.

Al fixing odierno, lo scenario prefigura per il titolare dell’Interno un’avanzata travolgente: nelle regioni del Centro — che comprendono il Lazio e la Toscana dove il trend è in forte ascesa — il dato delle Politiche (15,7%) verrebbe raddoppiato (29%); nel Mezzogiorno addirittura triplicato (dal 6,2 al 18%); e così di fatto nelle Isole (dal 6,6 al 16%).

Tolta la vecchia definizione che l’ha contraddistinta, la Lega diverrebbe davvero una forza a dimensione nazionale, se non fosse che proprio al Nord si registra un arretramento, anche se restano percentuali plebiscitarie, superiori al 40%, ma c’è un motivo se i presidenti delle regioni guidate dal Carroccio non intendono sottovalutare il fenomeno.