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Studente spara a scuola, 19 morti: è la “Columbine” della Crimea

L’esplosione di una bomba imbottita di schegge di metallo e poi fucilate ai ragazzi che fuggivano in preda al panico.

Ieri – raccontano gli investigatori russi – uno studente di 18 anni ha fatto strage dei suoi compagni di scuola all’Istituto Politecnico di Kerch, nella Crimea che Mosca si è di fatto annessa nel 2014. Poi si è tolto la vita. I morti sono almeno 19, i feriti decine, pare come minimo una quarantina. Dodici versano in gravi condizioni. Si tratta per lo più di adolescenti, ma tra le persone uccise ci sono anche un insegnante e uno dei vicepresidi.

L’assalitore è stato identificato come Vladislav Roslyakov, uno studente del quarto anno, ma sono ancora ignoti i motivi del suo orrendo gesto. Secondo testimoni e forze dell’ordine, il giovane è entrato a scuola durante l’intervallo con uno zaino e un fucile calibro 12 nascosto in un tubo portadisegni. Lo zaino conteneva una bomba, che è esplosa nella mensa dell’istituto. Poi lui ha preso a sparare all’impazzata contro chiunque gli capitasse sotto tiro passando da un’aula all’altra. Il suo corpo senza vita è stato trovato dalla polizia nella biblioteca al primo piano della scuola. Pare con ferite di arma da fuoco compatibili con il suo fucile, che deteneva regolarmente per andare a caccia. Tra i suoi oggetti personali, gli investigatori hanno poi trovato anche un secondo ordigno, che è stato subito neutralizzato.