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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al presidente della comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, per esprimergli vicinanza e solidarietà

Questo dopo che la sinagoga di Monteverde è stata vandalizzata con scritte pro-Palestina e l’imbrattamento della targa dedicata a Stefano Gaj Taché, il bambino ucciso nel 1982 in un attentato terroristico. 

L’atto, attribuito a due persone incappucciate riprese dalle telecamere, è stato condannato da Mattarella e da diverse personalità politiche come un grave gesto di antisemitismo.

Il presidente della Repubblica ha chiamato Fadlun per manifestare la sua solidarietà dopo il vandalismo alla sinagoga di Monteverde.

Sui muri della sinagoga sono state trovate scritte come “Monteverde antisionista e antifascista” e “Palestina Libera“, oltre all’imbrattamento della targa in memoria di Stefano Gaj Taché.

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito l’atto un “grave atto di antisemitismo che lacerava i sentimenti di concordia nazionale.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha condannato le scritte come un “gravissimo atto di intolleranzae un oltraggio alla memoria del bambino.

Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica, ha chiesto che l’antisionismo venga equiparato per legge al razzismo e all’antisemitismo, sottolineando il suo ruolo come causa principale dell’odio contro gli ebrei.