Il tutto come parte di un piano in 20 punti presentato durante la visita di Netanyahu alla Casa Bianca.
Il piano prevede la distruzione di tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive di Hamas, compresi tunnel e impianti di produzione di armi, con un processo di smilitarizzazione supervisionato da osservatori indipendenti.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno progressivamente da Gaza in base a un accordo con la Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF), che assumerà il controllo della sicurezza.
La smilitarizzazione di Gaza è un pilastro centrale del piano, che prevede la messa fuori uso permanente delle armi attraverso un processo concordato di disattivazione, supportato da un programma internazionale di riacquisto e reintegrazione finanziato.
Il piano prevede l’istituzione di una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) temporanea, sviluppata in collaborazione con i partner arabi e internazionali, che si schiererà immediatamente a Gaza per supervisionare la sicurezza durante la transizione.
Hamas, che al momento non ha ancora ricevuto ufficialmente il piano dai mediatori egiziani e qatarioti, ha già espresso riserve, considerando il piano troppo vicino alla visione israeliana.
Il piano prevede inoltre che Hamas e altre fazioni non abbiano alcun ruolo nella governance di Gaza, direttamente o indirettamente, e che la Nuova Gaza sia pienamente impegnata a costruire un’economia prospera e a coesistere pacificamente con i vicini.




