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I “medici stranieri” in Italia sono una realtà oramai inconfutabile per carenza di medici autoctoni

La carenza di medici in Italia ha raggiunto vette inimmaginabile così ì medici stranieri in Italia rappresentano una componente significativa del settore sanitario, con oltre 77.500 professionisti di origine straniera, di cui il 65% non ha la cittadinanza italiana e lavora principalmente nel privato con un aumento di 2.500 rispetto all’anno precedente.

La maggior parte dei medici stranieri si concentra nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, con un numero significativo anche nel Lazio.

Circa l’80% dei medici stranieri lavora nel settore privato, a causa della mancanza di cittadinanza italiana che li esclude dai concorsi pubblici in quanto la procedura per il riconoscimento dei titoli ottenuti all’estero è complessa e varia a seconda dell’origine del diploma.

Per i paesi extra UE, è richiesto un esame sulla conoscenza della lingua italiana.

La presenza di questi professionisti è il risultato di diverse ondate migratorie, iniziando dagli anni ’60 con studenti di medicina provenienti da Grecia, Paesi arabi, Africa e Sud America, seguiti da medici già laureati negli anni successivi alla caduta del muro di Berlino e da quelli arrivati dopo la Primavera Araba.

Anche se negli ultimi due anni, circa il 30% dei medici stranieri è tornato nei Paesi di origine, soprattutto nei Paesi dell’Est e nei Paesi Arabi, a causa di discriminazioni, sfruttamento lavorativo e violenza verbale.