Donald Trump ha proposto di offrire fino a 100.000 dollari a ogni cittadino della Groenlandia per convincerli a lasciare la Danimarca e unirsi agli Stati Uniti, una mossa che ha suscitato reazioni immediate da parte di Nuuk, che ha ribadito con forza: “Non siamo in vendita“.
Il piano, basato su fonti informate a Reuters, è stato descritto come l’ultima iniziativa di Trump per acquisire la Groenlandia, con il presidente che ha sottolineato l’importanza della proprietà per il successo psicologico e strategico degli Stati Uniti.
Trump ha dichiarato in un’intervista al New York Times che “avere la proprietà” della Groenlandia è “molto importante”, spiegando che la proprietà offre qualcosa che non si può ottenere con un semplice contratto di locazione.
Il vicepresidente JD Vance ha definito l’acquisizione “essenziale per la sicurezza nazionale” e ha affermato che Trump è “disposto a spingersi fino a dove è necessario“.
Il rappresentante della Groenlandia negli Stati Uniti e in Canada, Jacob Isbosethsen, ha confermato durante un incontro con il Congresso americano e l’ambasciatore danese che “Non siamo in vendita. Il nostro paese appartiene ai groenlandesi“.
L’Unione europea, attraverso l’Alta rappresentante Kaja Kallas, ha dichiarato di valutare se si tratti di una minaccia reale e quale sarebbe la risposta, sottolineando l’inviolabilità della sovranità della Groenlandia.
Nonostante la posizione ufficiale di Nuuk, esiste un dibattito interno: il leader del partito più grande che si oppone al governo, Pele Broberg, ha proposto colloqui bilaterali con gli Stati Uniti, escludendo la Danimarca, mentre il governo di Nuuk ha respinto tale idea come “illegale“.



