Il Regno Unito ha convocato un vertice virtuale con 35 Paesi per coordinare una coalizione volta a riaprire lo Stretto di Hormuz, chiuso dall’Iran in rappresaglia agli attacchi di USA e Israele.
L’incontro, presieduto dalla ministra degli Esteri Yvette Cooper e annunciato dal premier Keir Starmer, ha riunito nazioni come Italia, Francia, Germania e Paesi del Golfo per valutare misure diplomatiche, politiche e navali.
Le opzioni discusse includono operazioni di bonifica dalle mine, scorte navali per le petroliere e difese contro attacchi iraniani, con l’obiettivo di garantire la sicurezza delle navi e dei marittimi intrappolati.
La coalizione, concepita al di fuori del quadro NATO e su modello di quella per l’Ucraina, mira a ripristinare il transito di circa il 20% del petrolio mondiale dopo un eventuale cessate il fuoco.
La riunione è stata accelerata dalla crisi energetica globale e dalle minacce di Donald Trump di porre fine al conflitto senza assicurare la navigazione, spingendo i paesi europei a rivalutare la propria posizione iniziale di riluttanza.
Sebbene Starmer abbia avvertito che l’operazione non sarà né semplice né rapida, l’iniziativa rappresenta un tentativo coordinato per evitare un prolungato blocco delle spedizioni di merci vitali.



