Il mancato accordo al Congresso tra repubblicani e democratici ha portato alla sospensione di molti servizi pubblici e si prevedono licenziamenti di massa tra i dipendenti governativi.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che i licenziamenti sono “imminenti”, con il vicepresidente JD Vance che ha specificato un arco di 1-2 giorni.
Lo shutdown, il 15° dal 1981, rappresenta la prima volta in sette anni che il governo federale si ferma per mancanza di finanziamenti.
Si prevede che circa 750.000 dipendenti federali vengano posti in congedo senza stipendio, con un costo giornaliero stimato in 400 milioni di dollari.
Il presidente Donald Trump ha minacciato licenziamenti di massa in caso di shutdown, e l’ufficio budget della Casa Bianca aveva già richiesto piani a tutte le agenzie governative.
Il Pentagono, ora ribattezzato Dipartimento della Guerra, si è dichiarato pronto alla “guerra” contro i “politici stolti e sconsiderati“, promettendo di riparare ai “decenni di degrado” nelle Forze armate.
I democratici accusano i repubblicani di voler chiudere tutto, mentre Trump sostiene che i democratici sono responsabili della paralisi del governo.
Il Washington Monument e altri servizi gestiti dal National Park Service sono chiusi “fino a nuovo avviso“.
Il mercato ha reagito con una leggera flessione iniziale, seguita da un rialzo, con gli investitori che scommettono su una chiusura di breve durata.



