Tutto questo in quando definisce Mamdani un “comunista” e sottolineando che la città avrebbe “zero chance di successo” con lui al comando”.
Questa minaccia è parte di un’intensa campagna elettorale in cui Trump sostiene l’ex governatore Andrew Cuomo, esortando i cittadini a votare per lui per evitare un “disastro economico e sociale completo“.

Trump ha dichiarato che una vittoria di Mamdani sarebbe un “completo e totale disastro“ e ha minacciato di non inviare fondi federali alla città, sottolineando che non vuole “inviare, come Presidente, soldi buoni ai cattivi”.
La minaccia di tagliare i fondi federali è stata ripetuta in diversi comunicati e interviste, con Trump che definisce Mamdani un “comunista“ e non un semplice socialista, utilizzando toni da Guerra fredda per polarizzare l’elettorato.
Il contesto include anche accuse di maccartismo, con osservatori che considerano la minaccia potenzialmente incostituzionale, poiché il presidente non può usare lo stanziamento federale come arma politica contro una città eletta.
Mamdani, 34enne originario dell’Uganda e ex membro dell’Assemblea dello Stato di New York, ha vinto le primarie democratiche con un vantaggio significativo su Cuomo e ora sfida l’attuale sindaco Eric Adams e il repubblicano Curtis Sliwa.



