Petrolio: il prezzo del greggio è in forte rialzo a causa della crisi Iran, con il Brent che ha raggiunto i 80 dollari al barile, in crescita del 10% dopo gli attacchi di USA e Israele all’Iran.
L’escalation militare ha portato all’annuncio da parte dell’Iran della chiusura dello Stretto di Hormuz, arteria strategica per il 21-26% del petrolio mondiale e il 20% del gas naturale liquefatto.
Gli analisti prevedono un avvicinamento ai 100 dollari al barile, con scenari estremi che arrivano a 120-130 dollari in caso di blocco prolungato.
Opec+ ha risposto con un aumento della produzione di 206mila barili al giorno ad aprile, superiore al previsto, per stabilizzare i mercati.
Tuttavia, le alternative logistiche (come oleodotti sauditi verso il Mar Rosso) non possono sostituire completamente Hormuz, limitando l’efficacia del provvedimento.
Gas naturale europeo è altrettanto a rischio: il prezzo del Ttf ha superato i 32 euro al megawattora, con impatti diretti su bollette e inflazione.
Secondo Capital Economics, un aumento del prezzo del petrolio potrebbe aggiungere dallo 0,6 allo 0,7% all’inflazione media globale, con possibili ripercussioni sui tassi di interesse delle banche centrali.



