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Conferenza stampa della Meloni sull’agenda di governo (Seconda parte)

Il referendum sulla riforma della giustizia è previsto per il 22-23 marzo, con Meloni che ha respinto accuse di intenti dilatori e ha ribadito che, anche in caso di esito negativo, il governo avrebbe mantenuto gli impegni elettorali. 

Ha criticato l’Anm per la campagna contro il referendum, definendola una “menzogna” che delegittima la magistratura, e ha difeso la riforma come strumento per togliere la politica dalla scelta del Csm. 

Sul piano elettorale, ha dichiarato che la maggioranza è pronta a votare la nuova legge anche senza un accordo con l’opposizione, sottolineando il vantaggio di una maggioranza solida per governare.

Meloni ha indicato come priorità per il 2026 la sicurezza e la crescita economica, sottolineando l’importanza di sostenere l’occupazione, abbassare i costi dell’energia e favorire gli investimenti, in particolare attraverso

il super-ammortamento e la Zes. Ha criticato la giustizia italiana per “vanificare spesso il lavoro di forze dell’ordine e del Parlamento” con scarcerazioni ed espulsioni mancate. 

Ha annunciato un piano anti ‘maranza’ che vieterà a minori l’uso di armi da taglio e ha promesso fondi a Radio Radicale e l’intervento per salvaguardare l’occupazione nel caso Gedi.

Meloni ha confermato buoni rapporti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pur ammettendo di non essere sempre d’accordo con lui, e ha escluso di puntare al Quirinale, scherzando che preferirebbe “lavorare con Fiorello”. 

Ha annunciato l’intervento dell’Avvocatura dello Stato nella tragedia di Crans-Montana, attribuendo la colpa a “per soldi facili”.