Il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto per domani, è stato rinviato a giovedì alle 17 per consentire ulteriori lavori tecnici e una maggiore coesione interna sulla bozza del decreto sicurezza.
Il rinvio, definito “tecnico”, serve a perfezionare le norme più delicate, come il fermo preventivo e lo scudo penale per le forze dell’ordine, e a garantire un vaglio costituzionale con il Quirinale.
Giorgia Meloni ha lanciato un appello alle opposizioni per una risoluzione unitaria sulla sicurezza, chiedendo una “più stretta collaborazione istituzionale” dopo gli scontri di Torino.
Il governo ha incaricato i capigruppo di proporre a quelli di minoranza una mozione condivisa, da votare in Parlamento durante le prossime comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Tuttavia, la risposta del Pd, rappresentato dal responsabile esteri Peppe Provenzano, è stata negativa: “Una mozione unitaria non ci sarà, non per nostra responsabilità“, sottolineando che l’informativa in Parlamento non prevede un voto e che il tentativo appare più una “sfida” che un reale dialogo.



