L’imprenditore ed ex giornalista Valter Lavitola è stato iscritto nel registro degli indagati per l’attentato dinamitardo subito da Sigfrido Ranucci il 16 ottobre 2025 a Pomezia.
Gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Roma lo considerano il presunto mandante dell’azione, coordinata con un mediatore e eseguita da una banda di quattro persone già arrestate.
- I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito una perquisizione domiciliare a Lavitola, sequestrandone cellulare e computer per cercare riscontri documentali e chiarire il movente, che resta ancora da accertare.
- A Lavitola e al mediatore viene contestata la responsabilità in concorso per detenzione, porto e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso.
- Le indagini hanno ricostruito una catena di comando in cui i quattro esecutori materiali (tra cui Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone, Antonio Passariello e Marika De Filippi) ricevevano istruzioni e compensi economici da Lavitola tramite un intermediario.
- Emerge che i due non erano sconosciuti; una foto del 2023 li ritraeva insieme, e Ranucci ha dichiarato di aver contato Lavitola tra le sue amicizie fino a tempi recenti, definendosi “sconvolto” dalla notizia.



