L’Iran ha lanciato missili e droni contro Kuwait ed Emirati Arabi Uniti come ritorsione diretta agli attacchi israelo-americani e in risposta all’ultimatum di Donald Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Dettagli sugli attacchi recenti (aprile 2026):
Emirati Arabi Uniti: L’Iran ha preso di mira impianti petrolchimici (come quello di Borouge ad Abu Dhabi), industrie dell’alluminio e basi militari statunitensi, causando incendi, danni alle infrastrutture e tre morti e circa 60 feriti in vari attacchi.
Kuwait: Gli attacchi hanno provocato gravi danni a due centrali elettriche, a un impianto di desalinizzazione e al complesso ministeriale della capitale, con una vittima e 32 feriti segnalati dalle autorità.
Oltre alle infrastrutture civili ed energetiche, le Forze Armate Iraniane hanno rivendicato l’attacco a siti americani, inclusi la base di Al-Udeid e la Quinta Flotta USA in Bahrein, oltre a una raffineria israeliana a Haifa.
Le difese aeree dei Paesi colpiti sono state attive per intercettare i missili e i droni, mentre gli Emirati e il Kuwait hanno condannato fermamente l’aggressione, definendola un errore di calcolo che isola l’Iran nella regione.



