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A Minneapolis proteste per la morte di una donna uccisa da poliziotto

A Minneapolis si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine dopo l’uccisione dRenee Nicole Good, una donna di 37 anni, da parte di un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) durante un controllo anti-immigrazione. 

La morte ha scatenato proteste in diverse città americane, con accuse di mancata trasparenza nell’indagine, che è stata assunta dall’FBI, escludendo le autorità statali del Minnesota.

La donna è stata uccisa con un colpo di pistola mentre si trovava all’interno della sua auto durante un’operazione dell’Ice a Minneapolis, a pochi isolati dal luogo in cui nel 2020 fu ucciso George Floyd. 

Secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna, Good avrebbe tentato di investire l’agente Jonathan E. Ross, che sarebbe stato urtato e medicato in ospedale. 

Tuttavia, le immagini video analizzate da diversi media mostrano l’auto allontanarsi dopo gli spari e l’agente non essere travolto, mettendo in dubbio la versione ufficiale.

Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha definito la versione federale “spazzatura” e ha chiesto un’indagine congiunta con le autorità statali, sottolineando che l’agente non era ferito e si è allontanato camminando normalmente. 

Il governatore del Minnesota Tim Walz ha invitato i cittadini a non credere alla “macchina della propaganda” e ha proclamato un “Day of Unity”. Le proteste si sono estese a New York, Portland, Austin e altre città.

L’FBI ha assunto il controllo dell’indagine, escludendo il Minnesota Bureau of Criminal Apprehension, una decisione vista come una chiusura alle autorità locali e come un segno di un’indagine già condizionata, dato che il capo dell’FBI è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha già difeso l’agente e attribuito la colpa alla vittima.

Il vicepresidente JD Vance ha inoltre sostenuto l’agente, ricordando un precedente incidente in cui era stato investito.